martedì 8 agosto 2017

Ugo Riccarelli: Il dolore perfetto.

Ci sono libri che come il vino hanno bisogno di maturare, tempo libero,predisposizione o semplicemente caso. Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli è proprio come il vino, va letto con calma e sopratutto la lettura va gustata. Romanzo storico?Romanzo allegorico? Saga Familiare?
Il capolavoro di Riccarelli è tutte queste cose messe insieme.Con uno stile delicato partendo da un sud Lontano attraverso la figura di uno dei suoi personaggi il Maestro traccia la storia dell'Italia, partendo dall'utopia anarchica, i moti popolari milanesi soffocati dai cannoni di Bava Beccaris, la Prima guerra mondiale, l’epidemia di spagnola, la nascita del fascismo, gli intrallazzi dei gerarchi, il risanamento delle paludi, la ritirata nell’inverno russo, la sottile ferocia dei nazisti, la lotta partigiana.
Sullo sfondo della storia d'Italia s'incontrano e s'intrecciano le storie dei protagonisti : il Maestro che è un anarchico in fuga, sua moglie la vedova Bartoli e i loro figli Mikhail, Libertà, Ideale e Cafiero, s'intrecceranno inevitabilmente con la dinastia dei cugini Bertorelli, e dei loro figli che non a caso l'autore battezza con nomi di origine greca da Ecuba a Penelope, da Telemaco a Ulisse.
Uno dei temi del romanzo è però la macchina, la strada ferrata, le fabbriche e il sogno di uno dei protagonisti ( Ideale) di creare il moto perpetuo.Non c'è un unico protagonista, tutti si raccontano e raccontano di dell'uomo, dei suoi sogni come l'ideale politico del Maestro, la cattiva politica, la corruzione la metamorfosi di una certa classe politica ,la follia dell'Ulisse, e l'amore che s'intreccia con il dolore . Una botta improvvisa, una crepa sul cuore. La ferita bruciante di un dolore perfetto.
Un libro che vale la pena di leggere e che ha la sua forza in una scrittura avvolgente, che disarma anche il lettore più scettico.