mercoledì 5 aprile 2017

Diego de Silva: Sono contrario alle emozioni

Quando leggo un libro che non mi piace, scrivere una recensione non è proprio una passeggiata.
Cerco sempre il giusto equilibrio, tra me e il libro.Non amo le critiche distruttive,e in generale cerco sempre di apprezzare qualche cosa, della storia, dello scrittore ecc...
Alla fine non c'è l'ho fatta,  la mia parte critica sta facendo le capriole.
Sarà perché ho caricato il titolo di troppe aspettative
L'unica cosa certa è che non mi ha lasciato niente, Vincenzo Malinconico è noioso, scontato e banale.Nonostante una narrazione scorrevole e piacevole la storia non regge.Non ha un senso e francamente parlare di romanzo mi sembra eccessivo.Leggendo il libro ho avuto la sensazione che stessi leggendo dei fogli sparsi un pezzo di là un pezzo di là.
Dove vuole andare a parare questo Malinconico non c'è lo vuole proprio dire.E andando avanti nella lettura non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa c'entrino le emozioni, incomunicabilità con la crisi di mezza età del protagonista, che francamente è anonimo.
E' un tutto senza senso, ed è un vero peccato perché i primi capitoli promettevano bene, soprattutto il primo, quello delle donne negli aeroporti, che poteva essere sviluppato e partire da lì per scrivere un bel romanzo.
Chi salva il libro?
Semplice l'autore che nonostante un impianto narrativo non proprio eccezionale, con il suo stile rende scorrevole la narrazione(eccetto quando si lancia nell'analisi dei pezzi di Raffaella Carrà) lì la lettura diventa davvero difficile, da sostenere.Insomma a salvare Malinconico e le sue pippe mentali che sono infinite c'è lo stile.Francamente mi aspettavo di più. E da quello che leggo il mio parere non è l'unico negativo.In compenso ho letto molte recensioni positive di ''Mia Suocera Beve'', che sarà il mio prossimo acquisto.
Alla prossima.Sperando che sia positiva.

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