mercoledì 18 gennaio 2017

Gabriel Garcia Màrquez:Cent'anni di Solitudine

Un'amore non accettato, la fuga dal paradiso terrestre di Aureliano Buendìa e Ursula, il viaggio per fondare una nuova città e l'arrivo a Macondo. E' così che inizia la parabola esistenziale della famiglia Buenadìa lunga ben 7 generazioni e 100 anni.
Ma la storia raccontata da un narratore onnisciente, che non interviene mai nella narrazione direttamente è un continuo via e vai di personaggi straordinari, amori inconfessabili e invenzioni improbabili.
100 anni un tempo lunghissimo che il narratore si diverte a raccontare seguendo una linea temporale che non è mai lineare a partire dall'incipit:
“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.”
Attraverso la saga familiare dei Buenadìa Màrquez traccia le linee di un umanità destinata al fallimento, e alla solitudine.
Albero_genealogico_Buendia
Dal capostipite della discendenza Buendìa Josè Arcadio passando per Rebeca e Amaranta che si contendono in segreto l'amore per l'Italiano Crespi, fino a Agli aureliano che troviamo lungo la discendenza, ognuno di loro, prova sulla propria pelle, il senso di solitudine. Rebeca, che dopo aver rifiutato Crespi e essersi concessa ad Aureliano morto in circostanze misteriose si lascia morire nella loro vecchia casa. Amaranta che per riempire il vuoto della solitudine e il senso di colpa per la sorte della sorella acquisita fa di sé la custode della casa, aspettando la propria morte manda a tutti dei bigliettini di addio. Poi c'è Aureliano un nome che ricorre per tutte le pagine del libro confondendo il lettore fino al punto che alcune pagine bisogna leggerle più volte. È quasi come se il narratore si divertisse a confondere il lettore che si perde nelle sue imprese improbabili,dalle 30 e passa battaglie perse durante la guerra tra i conservatori e i progressisti, oppure durante la rivolta dei Bananieri... che lo porta, anzi lo riporta nel suo laboratorio per dedicarsi ai suoi pesciolini d'oro che solo alla fine si capisce essere sempre gli stessi 10 che Aureliano sfinito e sconfitto dai suoi stessi ideali, crea per poi fonderli e ricrearli nuovamente, come quei pesciolini, l'intero romanzo è basato su una concezione circolare degli eventi.
La sensazione che ha il lettore è quella di girare in tondo.
Nessuno riesce ad interrompere il cerchio, nemmeno Ursula che in quel Tris-Nipote (Aureliano anche lui) che doveva essere papa....Se la generazione che è nata da un amore incestuoso tra i due cugini ed ha poi proseguito la stessa via è circolare non può chiudersi che allo stesso modo.
Aureliano nato lui stesso da un amore incestuoso, anche lui vivrà lo stesso amore, fino a quando solo mentre la città si svuota e le formiche divorano il figlio sarà lui a decifrare le pergamene nello studio di Melquíades e a mettere fine non solo alla sua generazione ma all'intero villaggio, che scompare spazzato via da un vento glaciale.
Se Màrquez è un narratore onnisciente e non interviene mai nella narrazione, negli ultimi capitoli compare però un personaggio che gli somiglia Il savio catalano che il giorno in cui lascia la sua caotica libreria lascia ai 4 ragazzi (tra cui Aureliano) una raccomandazione, che è un invito al lettore e una chiave di lettura per il romanzo o se volete voi una morale.
<<….e alla fine raccomandò a tutti che se ne andassero da Macondo, che dimenticassero tutto quello che lui gli aveva insegnato del mondo e del cuore umano, che se ne fottessero di Orazio e che in qualsiasi luogo si fossero trovati si ricordassero sempre che il passato era menzogna, che la memoria non aveva vie di ritorno e che qualsiasi primavera antica è irrecuperabile, e che l'amore più sfrenato e tenace era in ogni modo una verità effimera...>>
Potrei continuare all'infinito, a scrivere e riscrivere questa recezione, ma il risultato sarebbe lo stesso...certi libri vanno solo letti e Cent'anni di Solitudine è uno di questi.
Nb: Lalbero genealogico della famiglia Buendìa è stato preso da https://it.wikipedia.org/wiki/Cent%27anni_di_solitudine.

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