martedì 22 marzo 2016

Ivano Mingotti: Minoica

Partendo dal famoso mito di Arianna e Teseo Ivano Mingotti ripropone in chiave del tutto nuova il mito del minotauro.



A raccontare la storia del regno di Creta guidato dal potente Minosse è la giovane Arianna che si presenta come un adolescente che a tratti sembra viziata e a tratti in sofferenza.
La giovane infatti che dei consigli delle serve non sa cosa farsene rappresenta bene la dicotomia tra la Creta del giorno e quella sotterranea, che nasconde grazie ad un labirinto la presenza scomoda del Minotauro figlio del Tradimento di Pasifae.
La protagonista passa le sue giornate in portantina, nel tragitto che da palazzo la porta al porto.Una mattina durante una delle sue visite al porto i suoi occhi s'incontrano con quelli di un giovane schiavo, è Teseo.
Ben presto il giovane diventa l'ossessione della principessa che ogni giorno nonostante le ire del padre si reca al porto per spiare il giovane che desidera portare a palazzo.Nonostante i consigli della sorella e la sorveglianza continua delle sue serve la giovane dopo mille peripezie riesce ad incontrare Teseo che nel frattempo è stato condotto nel labirinto.
Il viaggio di Arianna è tutto in discesa, dalla maestosità del Palazzo  a metà tra il bianco del latte e il rosso del sangue Arianna inizia la sua discesa.
Sovvertendo completamente il famoso mito graco Mingotti pur rispettando la storia ne stravolge, a volte a discapito del romanzo stesso la natura.
Nonostante quei continui flussi di coscienza che si alternano a lunghi monologhi, l'impianto narrativo regge nel complesso.
La storia si fa leggere e ci si trova ad un certo punto a chiedersi come finisca, nonostante  i continui riferimenti alla sfera sessuale che però sono alla base della rilettura del mito da parte dell'autore; il libro nel complesso è una storia avvincente, che però lascia l'amaro in bocca, per un finale inaspettato....