sabato 2 gennaio 2016

Svetlana Aleksievič: Ragazzi di zinco

Svetlana Aleksievič: Ragazzi di ZincoSe dovessi definire in una parola il libro di Svetlana Aleksievič, Ragazzi di zinco; disarmante mi sembra la parola più adatta, a definire non il libro in sé che consiglio vivamente ma lo stato d'animo in cui lascia il lettore.
Edito dalla casa editrice E/o già nel 2004,Ragazzi di Zinco è un pugno in faccia al lettore, sullo sfondo della guerra in  Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Le vite di soldati, inviati a sostenere la grande causa internazionalista, in memoria di una patria che però sembra assumere i contorni di una matrigna pronta ad ingannare i suoi figli e ad immolarli, sull'altare sacrificale della grande Patria.
I soldati, le infermiere e le commesse inviate in Afghanistan sono ragazzi e ragazze che non compiranno mai 30 anni, forse nemmeno 20.
Quelli che tornano nelle bare di Zinco, rimpatriate nel cuore della notte, in periferia lontani da occhi indiscreti  e quelli che tornano.
Quelli che tornano non sono più gli stessi ragazzi e ragazze, sono ombre che si aggirano tra le strade di Minsk, li chiamano gli afgancy, sono i ragazzi tornati dall'Afghanistan diventati assassini.
Partiti come eroi i soldati del conflitto Afghano ritornano in patria come degli emarginati, un ombra da cancellare, qualcosa di cui vergognarsi.
Perchè della guerra che ricordava la grande guerra patria non è rimasto altro che l'ombra della vergogna, di massacri e genocidi.
Quello della Aleksievič è un ritratto disincantato, dove le vittime diventano carnefici .
Non fa sconti a nessuno ,la scrittrice bielorussa premio nobel della letteratura, non ha una soluzione, né una condanna. Come ogni giornalista, l'autrice di "Ragazzi di Zinco" riporta i fatti, racconta le storie facendo parlare i protagonisti. Le madri, dei ragazzi che non torneranno più. Quelli che sono tornati con il corpo ma non con il cuore.
Un libro dove la verità diventa relativa, un concetto inaccessibile, come sono andate davvero le cose? Chi sono le vittime e chi i carnefici? Qual'è la verità?Significative sono le parole di un soldato che parlando della verità cita un passo del vangelo:
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».
Non ci fu risposta.

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