mercoledì 23 settembre 2015

Lirio Abbate: Fimmine Ribelli come le Donne salveranno il paese dall'andrangheta

L'ho letto tutto d'un fiato, acquistato in una piccola libreria del mio paese, tra i libri in offerta Fimmine ribelli di Lirio Abbate è stata una lettura che definire piacevole sarebbe riduttivo e non del tutto vero.
Perché nel leggere la vita di queste donne come   Giusy Pesce,   è stato un po come rivivere in parte il passato.
Sono i concetti, i preconcetti con cui sono cresciuta, con cui mi hanno nutrito.
Lirio Abbate racconta vite, storie di donne figlie delle andrine che non hanno scelto la loro famiglia, spesso nemmeno i loro mariti.E' un ritratto disicantato dove la mano dell'autore scompare lasciando spazio alla storie di   Rosa Ferraro, Angela Costantino,Maria Teresa Gallucci, e Simona Napoli,donne spesso giovanissime  scelte senza volerlo dalla mafia, per quello strano scherzo del destino che si chiama vita.
A muovere i loro passi, a farle uscire dai binari non è stata la paura, non è stata la convenienza di uno sconto della pena ma  l'amore per i figli, per un nuovo amore, nelle vesti di un altro uomo che mostra l'unico l'alto dell'amore che non è mai dolore, né umiliazione, che non è mai insulto ma solo amore.
E' per l' amore  che queste donne  decidono di intraprendere il viaggio verso la libertà,la speranza di un mondo migliore e più giusto che non può essere cancellata né dalle accuse di pazzia, dall'isolamento di una famiglia che rinnega le proprie figlie e per farle tacere è disposta anche a cancellarne le loro vite, a volte con attentati in piena regola, altre con l'acido muriatico perché brucia e cancella la colpa di chi ha osato tradire.
Ma se l'acido muriatico ha cancellato alcune di queste vite, e se un proiettile ne ha chiuso gli occhi per sempre, la memoria (anche con un post scritto da un soggetto semi sconosciuto) Quella non può essere cancellata.
Così mentre come è giusto che sia oggi si ricorda l'anniversario della morte di Paolo Borsellino con la sua scorta il 19 luglio del 1992.
 
Io scrivo di questo libro e dico grazie a tutti quelli che sono venuti, a tutti quelli che ci sono e a tutti quelli che verrano a ricordarci che la mafia, l'andrangheta o la camorra non sono invincibili.

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