sabato 26 settembre 2015

Boostwriter: Enkil. Il re che ingoiò la spada

Già in vari post ho ho fatto presente che leggere in formato elettronico non è il mio forte. Ma le cose cambiano e bisogna stare a passo con i tempi così su richiesta di un lettore che è autore del racconto
ho iniziato a leggere Enkil.
 
Il racconto lo trovate a questo indirizzo Enkil non è un ebook ma un racconto pubblicato all'interno del suo blog, un racconto fantasy con un ambientazione attuale, molto scorrevole che già dalle prime pagine da subito una buona impressione e strappa qualche sorriso.
Dean,Sheldon,Mia e Jane sono persone comuni alle prese con il vivere quotidiano, chi deve fare i conti con i propri limiti fisici, chi con una figlia da crescere da sola.
 
Nessuno si conosce ed ognuno vive la sua vita. Ad accomunarli una strana offerta di lavoro, tutti dovranno recitare un copione scritto da un misterioso datore di lavoro e indossando i loro costumi dovranno recitare i loro ruoli. Ma quella che sembra una banale recita cambierà per sempre le loro vite.
 
Una bella storia che però ha due falle, la prima riguarda il collegamento tra i vari episodi che a volte è del tutto assente e quello che dovrebbe generare curiosità, finisce con mettere in confusione il lettore che deve tornare indietro per capire cosa sia successo.
 
La seconda più che una falla è un impressione, un suggerimento e riguarda i personaggi che andrebbero sviluppati meglio, sopratutto le loro storie e la loro psicologia. In generale posso dire che è stata una lettura piacevole e visto che la storia ha un finale aperto tutto fa pensare ad un continuo, dove magari sapremo di più sui vari personaggi.

mercoledì 23 settembre 2015

Lirio Abbate: Fimmine Ribelli come le Donne salveranno il paese dall'andrangheta

L'ho letto tutto d'un fiato, acquistato in una piccola libreria del mio paese, tra i libri in offerta Fimmine ribelli di Lirio Abbate è stata una lettura che definire piacevole sarebbe riduttivo e non del tutto vero.
Perché nel leggere la vita di queste donne come   Giusy Pesce,   è stato un po come rivivere in parte il passato.
Sono i concetti, i preconcetti con cui sono cresciuta, con cui mi hanno nutrito.
Lirio Abbate racconta vite, storie di donne figlie delle andrine che non hanno scelto la loro famiglia, spesso nemmeno i loro mariti.E' un ritratto disicantato dove la mano dell'autore scompare lasciando spazio alla storie di   Rosa Ferraro, Angela Costantino,Maria Teresa Gallucci, e Simona Napoli,donne spesso giovanissime  scelte senza volerlo dalla mafia, per quello strano scherzo del destino che si chiama vita.
A muovere i loro passi, a farle uscire dai binari non è stata la paura, non è stata la convenienza di uno sconto della pena ma  l'amore per i figli, per un nuovo amore, nelle vesti di un altro uomo che mostra l'unico l'alto dell'amore che non è mai dolore, né umiliazione, che non è mai insulto ma solo amore.
E' per l' amore  che queste donne  decidono di intraprendere il viaggio verso la libertà,la speranza di un mondo migliore e più giusto che non può essere cancellata né dalle accuse di pazzia, dall'isolamento di una famiglia che rinnega le proprie figlie e per farle tacere è disposta anche a cancellarne le loro vite, a volte con attentati in piena regola, altre con l'acido muriatico perché brucia e cancella la colpa di chi ha osato tradire.
Ma se l'acido muriatico ha cancellato alcune di queste vite, e se un proiettile ne ha chiuso gli occhi per sempre, la memoria (anche con un post scritto da un soggetto semi sconosciuto) Quella non può essere cancellata.
Così mentre come è giusto che sia oggi si ricorda l'anniversario della morte di Paolo Borsellino con la sua scorta il 19 luglio del 1992.
 
Io scrivo di questo libro e dico grazie a tutti quelli che sono venuti, a tutti quelli che ci sono e a tutti quelli che verrano a ricordarci che la mafia, l'andrangheta o la camorra non sono invincibili.