mercoledì 12 agosto 2015

Dostoevskij : Memorie dal sottosuolo

Scritto in prima persona, il protagonista dietro cui si celerebbe l'autore è il prototipo dell'inetto. Incapace di vivere all'interno della società, trova rifugio nel sottosuolo ,dimensione psicologica in cui si rifugia l'autore ormai emarginato dalla società.


Diviso in due Parti la prima intitolata ''il Sottosuolo'' e “la secondo Neve Bagnata”.Il romanzo di Dostoevskij “Memorie dal sottosuolo” è una critica feroce alla Russia degli anni 60, che vede dal punto di vista letterario la diffusione del modello romantico e dal punto sociale l'ascesa di una nuova borghesia.
Parole come amicizia ed amore gli sono precluse, vive i rapporti come se si trattasse di uno scontro continuo, sovrastare gli altri, rendersi odioso lo diverte.(È talmente odioso che alla fine lo diventa anche al lettore).Cerca continuamente uno scontro, non a caso parla spesso di duello, per ripristinare l'onore che lui stesso ferisce di proposito.
Partendo dal rifiuto del canoni sociali e quindi dal sottosuolo, il protagonista inizia a scrivere le sue memorie, affrontando il tema dell'autenticità dell'autobiografia concordando almeno in parte con Heine, il protagonista però guarda all'autobiografia in senso privato.
A volte la narrazione si ferma , il lettore si perde tra le parole del protagonista, che sembra vomitarle di proposito proprio come il protagonista cerca di rendersi insopportabile ai conoscenti, così lo scrittore si diverte a tormentare il lettore, ora amplificando all'inverosimile un fatto che altri tralascerebbero, raccontando ogni minimo particolare, ora passando da un asse temporale all'altro.
Le continue assonanze sopratutto nella seconda parte del libro quando il protagonista a bordo di una slitta segue gli ex compagni di scuola con l'intenzione di cancellare l'offesa subita, concretizzano la narrazione, il lettore diventa un passeggero invisibile che assiste alla scena.
Quella che per alcuni lettori e scrittori può sembrare noioso è la forza di Dostoevskij, le descrizioni il linguaggio a volte forte, come il continuo ripetersi di parole come: rivoltante, nauseante,schifoso
sono un mezzo per proiettare sul lettore lo stato d'animo del protagonista.
Tutto il libro si sviluppa secondo la filosofia di Dostoevskij e cioè in netta contrapposizione, alla formula del diario si contrappone la sincronia, la narrazione si apre con l'uomo del sottosuolo che in preda alla noia scrive le sue memorie e si chiude con le vicissitudini del protagonista prima di entrare nel sottosuolo. Lo stesso ruolo che dalle prime pagine appare come un personaggio forte e sprezzante degli altri alla fine viene rovesciato.
Pagina, dopo pagina il protagonista si spoglia.
Lo stesso rapporto tra lui ed Apollon il suo servo viene rovesciato completamente, se in un primo momento è il giovane a soccombere alle angherie del padrone, nella seconda parte Apollon prende il sopravvento, il protagonista nell'inutile tentativo di ristabilire l'ordine sociale in casa secondo cui lui sarebbe il padrone e Apollon il servo ,Fallisce miseramente.
Lo stesso avviene con Liza una giovane appena arrivata nel bordello della città, che prima viene conquistata dalle parole del protagonista, che hanno come unico scopo quello di esercitare potere sulla giovane, poi ferita dalle stesse parole, lascia il protagonista solo in casa, dopo averlo fatto scoppiare in lacrime.
Se il silenzio di Apollon è oltraggioso, in quanto è con il silenzio che combatte il disprezzo del padrone, quello di Liza interrotto dalle lacrime è ben peggiore e più oltraggioso;davanti alla giovane lo specchio si rompe mostrandoci l'altro lato del protagonista. Nel voler dominare gli altri il protagonista finisce per diventare schiavo della sua stessa volontà dominatrice.

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