venerdì 2 gennaio 2015

Francesco Mennillo: Buongiorno e addio

Inizio anche se con un po di ritardo il primo post di questo 2015, con uno scrittore emergente, Francesco Mennillo.
Quando ho comprato il suo libro Buongiorno e Addio edito da AbbìAbbè, l'ho fatto senza pensarci su troppo, un acquisto d'impulso dovuto forse per quel pendolo in copertina che subito ha attirato la mia attenzione.Devo confessare che è stata una lettura un po anomala, già a partire dalla prefazione di Francesco Amoruso ;
Magari tutti scrivessero delle prefazioni così. Si venderebbero molti più libri.
Buongiorno e addio è la prova che un libro per essere bello non deve avere necessariamente mille pagine, non deve contenere paroloni che rendono noiosa la lettura. Un libro deve semplicemente essere scritto.
Il libro di Francesco M. è semplicemente un libro da leggere, in un pomeriggio o in una serata tranquilla;poco importa ma quelle 60 e passa pagine con quei 17 capitoli meritano di essere letti.
Tra l' autobiografia e l'invenzione Mennillo, regala piccoli racconti... che diventano subito riflessione.I temi sono diversi e nessuno è mai banale, l'incontro-scontro tra i propri sogni e le necessità della vita, i piccoli fallimenti, e i rifugi che i personaggi di Mennillo cercano.
In tutto questo il tempo, che non è mai abbastanza per la vita, tempo che l'autore con i suoi personaggi si lasciano sfuggire dalle mani.
I protagonisti di Mennillo non sono eroi senza macchia, né uomini o donne con gradi problemi esistenziali, sono alle prese con la vita,Loredana che con la sua discografia di Nino D'Angelo a tutto volume :
Buongiorno e addio edito da Abbì Abbè.puliva casa da cima a fondo.
    La casa brillava.
      Loredana no.”
O ancora Jenny, il Buddha della combriccola che di fronte a un pezzo di torta offerto dalla madre di un amico timido risponde :
Buongiorno e addio edito da Abbì Abbè.
grazie sono a dieta.”
A differenza di Amoruso,non credo che lo stile (se di stile si può parlare per un esordiente) di Mennillo sia beat, o vicino ad esso; ed è per questo che mi è piaciuto leggere il suo libro, perché a differenza di molti scrittori emergenti Mennillo, non emula nessuno...La mano che scrive è la sua .
Credo che la forza di questo libro stia proprio in questo, uno stile semplice che definirei minimalista senza per questo essere superficiale, usa parole semplici per raccontare una realtà non sempre facile, come può essere una terra come la periferia Napoletana, quella striscia di terra che oggi è ''collegata'' dalla metròcampanianordest, Giugliano-Piscinola per poi sfociare nella caotica Napoli.