lunedì 24 novembre 2014

Ilaria Pasqua: Il giardino degli aranci

Il giardino degli aranci Il mondo di nebbiaIn una piccola cittadina come tutte le altre, ogni mattina gli abitanti prima di iniziare la loro giornata
iniziano la fila per liberarsi dei loro incubi che durante la notte assumono le forme più strampalate.Aria con il suo procione ed Henry con la sua mangusta una mattina mentre apettano di liberarsi dei loro
incubi per peter andare a scuola, fanno uno strano incontro.
Un giovane biondo investe in pieno Aria che proprio quella mattina era più agitata del solito.
A differenza di Henry, il tipico ragazzo della porta a canto Aria ha la sensazione di girare in tondo
Quando lascia andare il suo procione infatti al senso di liberazione la ragazza si sente svuotata.
Nonostante sappia che liberarsi dagli incubi è necessario per l'intera città,Aria è irrequieta l'incontro con Will il tenebroso della scuola, le apre gli occhi.
Quel mondo non esiste, e gli incubi di cui si liberano ogni mattina non servono alla città
ma alla sopravvivenza di 5 misteriosi sacerdoti che si nutrono dell'energia sprigionata dagli incubi alla ricerca di una misteriosa chiave.
Nonostante un primo incontro burrascoso i tre instaurano un rapporto di amicizia e si mettono alla ricerca
Ma il viaggo di Herry, Aria e Will è un viaggio all'inverso che passa attravero la consapevoleza di sè e del proprio vissuto.
La città stessa con i suoi abitanti che dalle prime pagine ha l'aria di un piccolo paesino deserto,abitato
da poche anime e circondato da una fitta nebbia che  si sveste pagina, dopo pagine (merito di Ilaria Pasqua)mostrandosi per quello che è.
Un rifugio, una clausura dal dolore che molti degli abitanti come la stessa nonna di Aria hanno scelto   per rivivere anche se per un attimo il passato.
Raggiunta la consapevolezza, compreso che quella che stanno vivvendo è una non vita e quello un non luogo, i tre ragazzi con Isaac il biondo misterioso che incontriamo nelle prime pagine Aria, Henry e Will, possono iniziare il viaggio. Un libro scritto bene, scorrevole dove il fantasy non è mai scontato ma anzi porta il lettore a leggere la storia secondo una chiave interpretativa del tutto personale, nonostante un inizio che va a rilento, la storia si mette in moto e volente o nolente non potrete fare a meno di voler arrivare alla fine.
Non vi resta che leggerlo.

lunedì 29 settembre 2014

Cesare Pavese : La Luna e i falò

La lunaeifalQuando ho iniziato a leggere La Luna e i falò, la prima cosa che mi ha colpito è stata l'introduzione di Gian Luigi Beccaria, quando dice che a Pavese non interessa la psicologia dei personaggi, ma si concentra puramente sulla narrazione...lì ho pensato(lo confesso) di aver fatto una scelta sbagliata. Solo a lettura finita ho capito quello di cui parlava Beccaria.
I personaggi tutti dal protagonista, Anguilla che lasciato il paese dove è nato senza mai esserlo ,torna dall'America per rivedere il luogo dove è cresciuto. Il ritorno di Anguilla però non è un viaggio verso un luogo ma un viaggio verso se stesso, quello che vede è identico a come lo aveva lasciato, a guidarlo in questo viaggio c'è Nuto un suo amico di gioventù che se da un lato è il suo Cicerone dall'altro è anche il ricordo di quanto perso andandosene.
Perché mentre tutti cercano di vendergli qualche cosa convinti della sua immensa ricchezza, Anguilla cerca, un età dell'oro che ha perso lasciando il paese, non in cerca di fortuna come pensano tutti, ma per sfuggire ai fascisti che lo avrebbero fucilato.

La luna è i falò è un continuo gioco di equivoci, di ruoli, di storie che si incrociano e scontrano in un continuo di stagioni, ma se Anguilla che tanto ricorda l'irrequieto N'Toni di Verga è ormai un uomo senza radici, così simile all'uomo della folla di Boudlaire che tutto osserva senza mai vedere anche Nuto la sua guida in questa ricerca del passato tra i boschi che portano alla luce i morti della II guerra mondiale, con tutta la sua violenza. Nessuno è innocente.
Se chi parte perde una parte di sé, anche chi resta perde quella parte. Non è la partenza la perdita, ma la vita, che non sempre segue il ritorno delle stagioni.
I personaggi di Pavese a differenza dei Malavoglia non sono dei vinti, ma solo vivi.

Se forte è il richiamo al mito greco,dalla ricerca di un età dell'oro, fino al mito del fuoco purificatore, lo stesso si può dire della questione sociale, gli uomini e le donne che vivono nelle campagne, in un Italia devastata dal dopo guerra la povertà dei contadini, porta inesorabilmente a grandi tragedie come quella della famiglia di Cinto distrutta dal padre che durante un momento di delirio, incendia la casa. Ed è proprio in quest'ultimo personaggio,figlio di un Italia sbagliata dove gli ultimi restano sempre tali, che il protagonista vede se stesso.

Le donne ovviamente non sono escluse, Le tre donne Anelli Silvia Irene e Santa la minore,
Se Irene e Silvia si consumano nella scalata sociale, attraverso corteggiatori ed amanti improbabili, passano le loro giornate
a suonare a chiacchierare lontane dal villaggio e con gli occhi puntati verso Il Nido ( la loro massima ambizione)
Santa la minore delle 3, è l'anta donna angelo, non aspetta come le sue sorelle un principe a cui andare in sposa,
Non è una donna emancipata, non è il prototipo della donna moderna, è una donna che in tempi di guerra si adegua ora ai fasci, ora ai partigiani, una sharazade occidentale, che dirige rastrellamenti, denuncia compagni e nemici.
Quello che emerge, il tratto distintivo di tutto il romanzo, è il fatalismo che trasudano i personaggi che spariscono
avvolti dal fuoco del falò e dalla narrazione di Pavese che discioglie ne disperde i contorni, per regalarci l'essenziale, l'umano con la sua solitudine, il suo sentirsi perduto in ogni posto e in ogni momento, il suo bisogno di partire per po tornare.

mercoledì 24 settembre 2014

Paolo di Paolo: L'Italia del pomeriggio

L'italia nel Pomeriggio:di Paolo di paoloSuccede a tutti, capita prima o poi a ogni lettore di inciampare nel famigerato acquisto d'impulso, vedi un libro non conosci l'autore, ma quel titolo ti dice tutto ed ecco il gioco è fatto.
Quello che ne esce fuori è tutto un programma, o ti piace davvero tanto da voler approfondire, allora clicchi qui e lì oppure ti è piaciuto davvero poco che alla 2 pagina ti fermi.
Quando ho acquistato l'ebook, l'ho fatto spinto da quello sconto su bookrepublik dove abitualmente mi rifornisco per la lettura in digitale.
Poi il fatto che fosse Feltrinelli e costasse meno di 1, 00 è stato un incentivo in più.
Così ho messo da parte Cent'anni di solitudine per un pomeriggio e ho iniziato a leggere,(28 pagine si leggono in un attimo).
Contrariamente alle recensioni che ho trovato su internet, ho trovato L'Italia nel Pomeriggio molto bello, scorrevole ma sopratutto leggendo era come se l'autore rispondesse indirettamente alle mie domande.
Di Paolo affronta con leggerezza tutti i luoghi comuni del mondo della letteratura, dalle recensioni anonime che troppo spesso dimenticano che dietro un libro c'è l'autore una persona che ha lavorato e che indipendentemente dal risultato che è del tutto soggettivo, merita rispetto perché quel libro, romanzo, articolo ecc... non è una cosa a casaccio ma frutto di un lavoro che può piacere o meno. Ma dovrebbe essere sempre rispettato.
C'è di tutto, dal lettore virtuale a quello reale, dal lettore di classici che non sa leggere gli scrittori moderni, e viceversa fino al lettore di tendenza.
L'ultimo capitolo, è interessante perché di Paolo accenna a un tema poco trattato, la disaffezione al classico, prende come esempio Tolstoj che dai più è spesso giudicato, prolisso, banale da altri invece pesante. Più che disaffezione io parlerei di diffamazione verso i classici. Per non parlare poi del proliferare delle letture di tendenza esempio Fabio Volo sei figo se dici che fa cagare, che non sa scrivere ecc...
E' un inno alla lettura, di qualsiasi genere, scrittore e in qualsiasi formato, è un unno anche al lettore che nonostante la crisi, il tempo che non basta mai trova il tempo di leggere.

mercoledì 3 settembre 2014

Tiziano Terzani: Mustang.Un Viaggio.

Esiste nell'immaginario collettivo un luogo, che non sia stato toccato dalle mani dell'uomo.Per alcuni sono le tribù che abitano l'Africa, o gli indigeni della Amazzonia. nessun uomo può dire di non aver sentito parlare di questi luoghi, dove al rumore delle auto, o allo sfrecciare dei treni si sostituisce un vento leggero che tra le montagne parli ai suoi abitanti.
tesori non Un luogo dove c'è un re che invece di palazzi di lusso vive in un castello fatto di fango e pietra, i suoi non sono gioielli e diamanti ma pecore e cavalli.tiziano terzani
Un luogo dove l'uscita del re lascia lo Mantag, per molti giorni nessuno può usare una scopa per evitare che spazzando, con la polvere si sollevino gli spiriti che potrebbero minare il suo cammino.
E' il Mustang che sorge alle spalle delle vette ghiacciate dell'Himalaya, il luogo mitico che Terzani con la sua macchina fotografica racconta nel suo Mustang.Un Viaggio.
Una realtà talmente pura e fragile rimasta lontana dalla civiltà per secoli che il vicino Nepal sta trasformando in una meta turistica.
Una lettura, scorrevole e piacevole che però lascia l'amaro in bocca, siamo solo in grado di distruggere ciò che tocchiamo?

sabato 23 agosto 2014

Alice Munro: Lasciarsi andare

Ho sempre avuto una sorta di pregiudizio verso il racconto breve, troppo piccolo, troppo scontato, un racconto non sarà mai come un romanzo.
I racconti sono per i dilettanti, i romanzi per gli scrittori.
Seguendo questo pensiero, ho sempre evitato accuratamente di leggere la Munro.
Ma quel titolo, Lasciarsi andare sembrava fatto per me, così l'ho comprato.
 
Lasciarsi andare è stato più difficile comprarlo che leggerlo. Anzi leggerlo è stato un piacere, disarmante come la semplicità della narrazione.
Edito da Einaudi ''Lasciarsi andare''è una raccolta di racconti scelti da Alice Munro, che racconta s'immedesima facendo perdere il lettore nelle vicissitudini delle protagoniste.
 
Nonostante la semplicità della scrittura, i temi che affronta la Munro non sono scontati, dall'affermazione professionale, fino all'affermazione umana, e alla ricerca dell'autenticità.
Da Rose a Flo, da Lily a Marjore fino a Fiona passando per l'autrice stessa che in Le lune di Giove ricorda di come il padre reagiva ad un suo articolo pubblicato su un giornale, sono donne che combattono contro lo scoraggiamento.
Le donne di Alice Munro non sono principesse da salvare, sono madri, giovani, amanti e spesso anche traditrici.
Così come gli uomini non sono perfetti, non sono maschi,non sono principi azzurri. Sono padri, vedovi, amanti e traditori, sono tanto forti quanto fragili.
 
Grant il protagonista di ''the bear came over the mountain'' è un accademico, innamorato della moglie Fiona colpita da demenza e rinchiusa in un centro stringe un forte legame con Aubrey, un altro paziente della struttura con cui passa intere giornate mentre Grant ormai sconosciuto per sua moglie resta seduto in un angolo li guarda giocare.La lotta tra lui e la demenza di sua moglie, tra lui e Aubrey non gli impedisce di continuare ad avere una vita sessuale attiva, con giovani donne.Cosa che lo pone ai margini del contesto sociale.
Ma l'affermazione umana, passa attraverso l'affermazione sessuale, che se per Rose è piacere di sé, e per sé.
A sentire Lily, suo marito non poteva avvicinarsi a lei quando beveva.Per Grant e Marian la moglie di Aubrey il sesso è merce di scambio.
 
 

giovedì 7 agosto 2014

Resto Umano:Anna Paola Lacatena e Michele Formisano

resto umano,Michele FormisanoPer ironia della sorte il libro è arrivato proprio il giorno del pride, a cui ho partecipato per pochissimo.Edito da Chinaski e scritto da Anna Paola Lacatena e Michele Formisano, il libro nelle sue 170 pagine è immenso.Una vita che si racconta si estende esce dal libro e ti travolge.Una Bambina schiva, e silenziosa... così è Michela la protagonista di questa storia, che parte da un padre violento, una madre remissiva che ama e quel senso di vuoto che a 13 anni le fa fare la sua prima pera.
E' una vita in discesa che passa per la droga la criminalità come conseguenza il buio e alla fine la rinascita.Nonostante l'arrivo di un ospite indesiderato che si chiama AIDS.
Le vite dei protagonisti si incontrano nell'infanzia in comune e poi dopo anni al sert di Lecce Anna Paola Lacatena impegnata nel recupero di persone con problemi di droga e Michela proprio come sua paziente.
Passando tra una spada e un altra, di carcere in carcere Il protagonista incontra l'amore,l'amicizia, il dolore ,la sopraffazione e si scontra con il vuoto.
Ci sono persone che hanno la fortuna di avere una vita, fatta di gioie, delusioni, amicizia vite fatte di quotidiano, che per quanto possa essere pesante, difficile sopratutto di questi tempi è sempre una vita.
Per altre persone vivere significa incontrarsi spesso con il dolore, che non è mai  sazio, non è mai tranquillo.Il dolore non lo sconfiggi, mai.La vita non torna mai indietro, l'unica cosa che puoi fare è Restare Umano.
Grazie alla Chinaski Edizioni per aver creduto che questa storia possa rappresentare un piccolo,ma magari utile,tassello a favore della tolleranza.

 Grazie a quanti hanno letto e valutato la storia,pur non decidendo di pubblicarla,perché hanno comunque espresso il loro augurio e sostegno affinché questo  potesse verificarsi.
Grazie a quanti (e non sono pochi) quotidianamente si impegnano  a favore degli Ultimi(e sono sempre ingiustificabilmente tanti).

lunedì 14 aprile 2014

Lorenzo Sartori: Lo straordinario caso di Michael Farner

Edito da nativi digitali questo racconto circa 50 pagine scritto da Lorenzo Sartori Lo straordinario caso di Michael Farner mantiene l'aspettativa promessa dal titolo.Attraverso la storia di uno scrittore in crisi d'ispirazione, Ferner non riesce più ad uccidere i suoi personaggi, Sartori ci trascina in una storia avvincente e surreale dove la figura dell'autore e il rapporto tra questo e le case editrici viene completamente stravolta.
Ferner da ''sciatto scrittore sulla via del ritorno'' che in preda alle allucinazioni dei suoi personaggi che si ostinano a non voler morire, diventa lui stesso personaggio di un suo personaggio.

La linearità temporale è completamente stravolta e la figura del narratore che non è più onnisciente decade al pari dei suoi personaggi.Il risultato è una lettura piacevole, dove l'assenza di linearità non stona per nulla il lettore che si trova immischiato e incuriosito dalla storia, che legge e che sembra cambiare ad ogni pagina.
Dovete solo leggerlo.

giovedì 20 marzo 2014

Gina Lagorio:Tosca dei Gatti

Mai Giudicare un libro dalla copertina!!

Chi non ha mai sentito questo detto?Chi non l'ha mai detto con quella verve che solo i proverbi sanno dare.
toscaTosca dei gatti calza a pennello, perchè al di là di una copertina che sa più di barzellette sul Napoli(sarà per il colore)
Questo libro è un piccolo capolavoro, di Gina Logorio sconosciuta ai più anche a me ma che vale la pena di leggere.
In condominio della Riviere vive una portinaia è vedova ha 50 anni e vive sola con i suoi gatti, parla con loro delle sue giornate, chiede a loro consiglio e quando può va in macelleria a prendere per i suoi piccoli la carne migliore.
Ma quella signora che da tutti in paese viene additata come la Pazza che parla con i gatti diventa spettatrice, partecipe e custode dei segreti del condominio, tanto pieno di vita de'state quanto solo e triste d'inverno.
Una coppia di giorvani reicercatori universitari, due donne che si addentrano dell'altra faccia dell'amore,un ebrea tedesca che sogna di tornare in Israele, una coppia di giornalisti felici.Poi c'è lei.
Tosca Una vita felice con il suo Mario fino al giorno dell'incidente, poi il vuoto, la solitudine che può capire solo chi è sopravvissuto all'amore e l'inizio ''dell'allergia alla vita'' che combatte bevendo vino  e parlando ai suoi gatti.
Ma Tosca nonostante avuto il suo lampo di felicità, che finisce per costarle caro al paese.  Proprio quando Tosca vive nella sua solitudine Gigi e Tonì due giornalisti tanto innamorati quanto affermati, a farle riassaporare  la vita,con loro Tosca scopre un mondo che non è diverso dal suo.I due ricercatori non sono così felici come sembrano,La piccola,tosca la chiamava così, dopo quell'estate così nuova con un amore fuori dagli schemi rientrava nell'ordine.Matteo il figlio di Gigi, sfiorerà solo l'amore per poi perderlo e tornarsene all'universitàversità
Persino la bella  che con i suoi tacchi a spillo sembra comporre la musica che tanto ama scende nel suo inferno personaledove a salvarla sono un paio di veccie ciabatte,porta sempre con sè.
Poi c'è Gigi giornalista deluso dalla sua stessa vocazione che lo ha portato a scrivere di enograstronomia per lasciare dentro di sè i sogni di un umanesimo mai vissuto.Ed è lui che nell'era dei primi computer quando la tecnologia è solo un ombra che aleggia su un mondo che già si piega ad esigenze di mercato,che la sera nascosto anche da Tonì si dedica al suo libro e alla sua protagonista:Tosca dei Gatti.

venerdì 24 gennaio 2014

Raffaele Cantone: Operazione Penelope


Partendo dal suo ultimo giorno di Lavoro alla direzione distrettuale antimafia Raffaele Cantone ci offre un ritratto dei mille volti della camorra, andando oltre le classiche definizioni. Lo sguardo di Cantone non si limitano a una semplice definizione della Camorra, ma vanno ben oltre.
Tracciando i legami tra le organizzazioni criminali e la nuova borghesia cammoristica  Cantone ci porta lungo la Linea Grigia, dove il confine tra legale e Illegale spesso si confonde, e confonde.
E' un viaggio nel bel paese che attraversa l'Italia dal Sud fino al Nord dove la criminalità organizzata sembra aver trovato terreno fertile.
Cantone non fa sconti a nessuno, il suo sguardo travolge ed avvolge tutti, la politica corrotta,l'assenza delle istituzioni, l'aria anticulturale e populista che soffia sul paese contribuendo alla nascita di falsi miti ed eroi. In pratica un bel