mercoledì 13 maggio 2020

Cronaca dalla libreria al tempo della fase 2


Da quando è iniziata la fase due, non ho mai varcato la soglia di una  libreria , nonostante la pandemia stia rallentando la sua morsa, mi limitavo a guardare lungo le vetrine della libreria che in genere è piena di gente.

Sono un lettore ''asintomatico'' quando entro in una libreria, non lo faccio mai con una idea di acquisto chiara, vado a naso; faccio un giro fra gli scaffali li apro, li sfoglio e li metto da parte, ammetto che quando mi accorgo che quello è l'ultimo titolo rimasto è mia abitudine nascondere il libro, magari buttandolo in fondo allo scaffale, sperando che a nessuno venga in mente di scavare tra le pile di libri e in genere non succede mai.
libreriairnerio.blogspot.com


Quindi se tu stai leggendo, capirai che in questi mesi i miei acquisti siano stati pari a 0. Ad eccezione di alcuni ebook scaricati gratis grazie alla solidarietà digitale, che però non ho ancora nemmeno sfogliato....

Ma ieri, di ritorno dal tabacchi, riguardando la stessa vetrina della stessa libreria mi sono detto proviamo ad entrare.

Sì, avevo paura. Non Paura del contagio, ma non sapevo come comportarmi, gli unici edifici in cui sono entrato in questi mesi, sono stati la Conad, un discount che io continuo a chiamare Dune, ( ma non si chiama così) e la mitica Aldi.

Il protocollo è sempre lo stesso, guanti mascherina e distanza di almeno un metro.... e se la tua borsa per la spesa non è necessariamente piena per il galateo imposto dal covid 19, sei colpevole! Senza appello, se siamo uno stato garantista dal punto di vista legislativo, nel sociale o secondo il senso comune una condanna resta una condanna, quindi l'unica cosa che puoi fare è sottoporti alla sfilata della vergogna sperando che  passi e alla fine passa.

Ma ieri mentre rientravo dal tabacchi, passando lungo le vetrine della Ubik in via Irnerio non ho resistito, armato di guanti e mascherina sono entrato.

Ad accogliermi, un tavolino con guanti e igienizzante per mani, mi fermo qualche secondo e penso, se metterlo alla fine lascio perdere e inizio a fare un giro, a dire il vero due passi... guardo lo scaffale con la promozioni , due libri 9.9 0 , leggo i titoli senza leggerli veramente... e mentre mi chiedo se posso toccarli mi balza un titolo davanti agli occhi Stoner di John Williams, quando ero a Forlì e andavo alla Feltrinelli era il primo libro su cui si posavano i miei occhi...


Lo prendo, e mi dirigo verso la cassa , mentre avanzo, nella libreria ci sono solo io, noto sulla sinistra la sezione Psicologia, filosofia e poesia in una frazione di secondi mi chiedo se è il caso di andare ma per qualche inspiegabile motivo le mie gambe avanzano verso la giovane cassiera, mi sorride mi chiede se voglio una busta e io le rispondo di no.
Quando varco la soglia della porta, si materializza un pensiero. La libreria che per ogni lettore è un piccolo eden, un rifugio per sfuggire alle incombenze del tempo è diventato un no spazio, ed io mi sento come l'uomo sulla luna.
Ecco un'altra cosa che ci ha tolto questa maledetta pandemia.







sabato 2 maggio 2020

ItaliaBook festival : la fiera dell'editoria indipendente diventa virtuale

Dopo il rinvio ufficiale a data da destinarsi per il Salone internazionale del libro di Torino alcune case editrici iniziano ad organizzarsi autonomamente con iniziative indipendenti, è il caso di Edizioni del Loggione una casa editrice nata nel gennaio del 2016 per fronteggiare le restrizioni imposte  dai diversi DPCM che di fatto hanno portato al blocco del paese, lancia Italiabookfestival.    






''Una fiera dell'editoria virtuale'', così si legge dal sito, che dal 16 al 24 Maggio in cui  autori ed editori potranno presentare i loro lavori, ai lettori che dal 10 Maggio in poi iscrivendosi al sito   potranno richiedere il badge ed entrare virtualmente  negli stand, seguire le interviste attraverso i canali ufficiali :
Facebook
Youtube

Per quanto riguarda gli editori possono inviare una mail a : segreteria@italiabookfestival.it
Dalla pagina Facebook ufficiale della fiera, iniziano a trapelare i primi nomi delle case editrici che hanno dato l'adesione e che quindi incontreremo durante la fiera ''virtuale'':


-Armando Curcio editore, casa editrice indipendente nata in pieno fascismo (1926) che prende il nome dal suo fondatore con una linea editoriale che unisce grandi e piccoli lettori la casa editrice mantiene una linea editoriale che l'ha contraddistinta dalla sua nascita .


 -Atene del Canavese, con una linea editoriale molto legata alla sua terra San Giorgio del Canavese (TO) , la casa editrice fondata nel 2010 da Giampaolo Verga spazia dalla narrativa alla saggistica senza tralasciare la poesia.


-All Around casa editrice romana che ha aderito alla solidarietà digitale, ogni giovedì i lettori accedendo al sito possono scaricare alcuni tra i titoli in diversi formati  messi a disposizione dalla casa editrice; originali sono anche i nomi delle collane curate dalla casa editrice in questione.


-AGBookPublisching è una casa editrice no eap  nel cuore di Roma la sua linea editoriale spazia dalla narrativa alla saggistica, con particolare attenzione verso le arti dello spettacolo e la letteratura per l’infanzia.

-Apollo Edizioni nata nel 2011 la casa editrice oltre ad avere una linea editoriale vasta è impegnata anche in diverse iniziative culturali, che interessano scrittori e poeti emergenti.

Concludiamo almeno per oggi con Errekappa edizioni, una casa editrice molto particolare per l'approccio ''terapeutico'' alla scrittura e ai libri in generale, con una linea editoriale incentrata sopratutto sulla narrativa per ragazzi, al sito è anche collegato un blog molto interessante, con interviste agli scrittori e alle scrittrici che pubblicano con loro.

Nei prossimi giorni vi farò sapere gli ulteriori sviluppi.





venerdì 24 aprile 2020

Josè Saramago: Caino



Se c’è uno scrittore in grado di stravolgere, con zelo un testo così complicato come la Bibbia quello è Josè Saramago.

 
In linea con il suo stile unico oltre per l'uso singolare della punteggiatura, sopratutto per il taglio ironico  Saramago, in questo libro edito da Feltrinelli,  capovolge completamente la lettura del antico  testamento, partendo dall'episodio biblico della cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden a causa di una mela, Saramago denuda la  figura Dio; che lascia spazio a un personaggio autoritario, perfezionista e beffardo che si mostra lungo tutto il romanzo arrivando poi a un completo capovolgimento dei ruoli rispetto a quello che più che un Antagonista si rivela essere l’altra faccia di Dio, Caino.

Colpevole di aver ucciso Abele in preda alla gelosia per il rifiuto di Dio al suo sacrificio, l’assassino di Abele è condannato a lasciare la casa paterna per iniziare il suo peregrinare nel mondo e nel tempo….
Da pigiatore di argilla ad amante della regina Lilith, dalla torre di Babele passando per la casa di Abramo e di Noè ,Caino con il suo giumento  attraversa lo spazio ed il tempo incontrando e scontrandosi con un Dio che con la complicità di Lucifero si diverte a testare l’obbedienza di quelli che a tutti gli effetti non sono più fedeli ma sudditi.

Caino non è protagonista diretto del libro ma lo diventa nel corso della narrazione, intervenendo e tal volta sovvertendo i piani del Signore vanitoso, 

mercoledì 8 aprile 2020

In tempo di guerra: Concita de Gregorio

Chi è il protagonista del libro di Concita De Gregorio  In tempo di Guerra edito da Einaudi?
Un bisnonno partigiano, un nonno professore comunista, una nonna santa e due genitori che dopo aver combattuto nelle milizie negli anni di piombo trovano rifugio in una setta religiosa.


E' questa l'eredità familiare che ha ereditato il protagonista del libro, Marco giovane di trent'anni che orfano di tempo in cui la storia sembra essersi fermata burrascosamente, che fine hanno fatto la rivoluzione, gli ideali?

In un Italia dove non sembra esserci più posto per le grandi rivoluzioni, i partiti  da fucina di idee per cambiare il mondo si sono trasformati in salotti lontani dal mondo.

Attraverso un sistema di corrispondenze che si apre con la mail che il protagonista invia all'autrice del libro Marco ci guida lungo la storia del nostro tempo,  che ha consegnato alla generazione under 30 il vuoto.

Un mondo già costruito, dove gli ideali hanno lasciato spazio alla resa silenziosa e inarrestabile ed  il protagonista specchio di una generazione , non ha nulla a cui o per cui lottare e li cerca altrove, in Siria pensando di andare a combattere una guerra che non sarà mai la sua.

Pur non sapendolo o forse sapendolo Marco è un soldato di una guerra invisibile, ma non per questo meno devastante, perché parte da dentro per arrivare all'esterno. Così mentre i suoi antenati furono chiamati a far parte di una storia universale, Marco è chiamato a ricostruire la sua storia partendo proprio dalla radice interiore.

Nonostante le prime pagine possano risultare che la scrittura sia un po forzata e quindi un libro costruito , non lasciatevi ingannare la lettura dopo un po diventa scorrevole, un libro che sa far pensare senza appesantire la struttura narrativa.

giovedì 31 ottobre 2019

Achille Piè veloce: Stefano Benni


 In un paese devastato dalla corruzione, Ulisse il protagonista di Achille piè veloce, dopo la pubblicazione del suo primo libro con conseguente crisi creativa si trascina diviso tra l’amore per Pilar una bellissima ragazza cubana commessa ai grandi magazzini  che vive in Italia con un permesso di soggiorno scaduto, il lavoro di recensore per una casa editrice sull’orlo della bancarotta, tormentato dai personaggi dei suoi scrittolo dattili e da una inclinazione naturale per la poligamia, la sua routine quotidiana viene spezzata da una misteriosa mail scritta con caratteri gotici:


‘’Se lei riuscisse a concepire nella sua testa una qualsiasi definizione di normalità in nessun modo io rientrerei nella sua definizione’’


Incuriosito dal misterioso messaggio Ulisse decide di incontrare il misterioso autore della mail.
Un uomo dal corpo informe che passa le sue giornate davanti al computer, senza mai uscire dalla sua stanza sommerso da libri e  amante della musica classica, Achille fratello di Febo un giovane e ambizioso politico vicino al Duce e prossimo ad entrare nei palazzi del potere, che attende la morte del fratello mostro per poter vendere la casa.
Con una scrittura scorrevole anche se in un primo momento ostica, Benni definisce la base narrativa di tutto il suo romanzo che già dal titolo Achille piè veloce; si tratta di un ossimoro; che in realtà svela la vera natura del libro  attraverso le disavventure di Ulisse, Pilar-Penelope ed Achille  Stefano Benni racconta il ‘’dramma grottesco ’’ del nostro tempo.
I desideri che si scontrano con la necessità del nostro tempo , Pilar lavora come commessa ai grandi magazzini per pagarsi gli studi e una volta licenziata è costretta a lavorare in un night club, Ulisse bloccato dalla sua crisi creativa è costretto a lavorare con un editore (Vulcano) che lo paga con assegni  a vuoto, in preda ai suoi scrittolo dattiloscritti  che attendono di essere letti ed Achille che passa le sue giornate nascosto al buio bevendo succhi preparati dalla madre che puntualmente finisce con il rovesciarsi sui pantaloni. Ed è proprio Achille che intrappolato nella sua immobilità fisica darà ai diversi personaggi del libro la possibilità di muoversi fisicamente e interiormente alla ricerca di uno spazio che sua corrispondente alla proprio io.
Un bel libro con un finale sorprendente.

mercoledì 22 agosto 2018

Roberto Saviano: La paranza dei bambini


Maraja,  è il nome di un locale famoso della Napoli da bene, è anche il ‘’contro nome’’ di Nicolas Fiorillo.

Nella Napoli raccontata da Roberto Saviano nel libro la Paranza dei Bambini, non esistono nomi di battesimo, o sostantivi personali. Con un linguaggio tagliente come solo il napoletano classico sa fare lo scrittore trascina il lettore tra i vicoli adiacenti a Via Toledo.

 È tra quei vicoli che si consuma la tragedia personale,  di Nicolas e dei  bambini mancati della paranza:
‘’Il tempo è ancora tempo quando  puoi immaginare’’ pensa  Maraja  quando guardando il padre professore di educazione fisica decide che togliersi il fumo non basta, è il momento di mettere su una paranza tutta sua.

Un bambino che gioca a fare l’uomo o un uomo che non è mai stato bambino? È la domanda inevitabile che si pone il lettore mentre legge di questi ragazzi imparano ad usare la scuola come alibi, quando sparano su un gruppo di ragazzi africani, perché  l’esercitazione sui tetti della Sanità non basta.
Alle lezioni Maraja preferisce gli incontri con l’Arcangelo un vecchio camorrista che vive rintanato in un vano ricavato dietro il salotto di due vecchi professori ormai in pensione.

Per essere capo, per essere battezzato  devi fare il morto. È questo l’ultimo insegnamento che l’Arcangelo lascia a Maraja  per formare la sua paranza, ed è su questa linea che si muovono i passi del protagonista, che tra la lettura di Macchiavelli l’autore preferito  dal piccolo camorrista ‘’pkkè sap cummannà’’ , il covo e le prime esercitazioni con le armi Maraja e i suoi scugnizzi corrono lungo il sentiero della malavita, esattamente come fanno  quando sono sui motorini, travolgendo  tutto quello che trovano.

Ed è proprio su quelle strade, in un modo del tutto inaspettato che Nicolas segue il suo destino in un modo che solo la vita sa fare, Tra forcella e i tribunali: ‘’all’improvviso cominciò a piovere a piovere forte e senza tuoni .La strada si annerì di ombrelli aperti come se tutta Forcella e i Tribunali avessero atteso quello scroscio come una liberazione. Fra la marea di ombrelli il carro si aprì lo spazio con fatica. Solo la paranza si prese l’acqua addosso.

La morte e l’acqua sono sempre una promessa. E loro erano pronti a passare attraverso il Mar Rosso.’’






domenica 4 marzo 2018

Michela Marzano : L’amore che mi resta


Maternità, perdita di un figlio, suicidio, l’idea dell’amore come salva vita ,  sono questi i temi che Michela Marzano con una scrittura  profonda senza essere invasiva proprio con un bisturi indaga scava e trascina il lettore dentro  la storia, dove la descrizione dei luoghi o la descrizione fisica dei  protagonisti lascia spazio alla caratterizzazione del loro io. 

Daria è una donna realizzata, un marito che la ama due figli Giada e Giacomo che non le hanno mai dato problemi,  passa le sue giornate ad accudire la casa e il marito docente universitario; dalla vita  ha avuto quello che voleva essere, Madre.


La sua vita cambia  una sera quando Giada si suicida. Da questo momento  inizia il lungo viaggio di Daria alla ricerca di una spiegazione, qualcosa che le facesse capire in cosa avesse sbagliato lei e cosa tormentasse la primogenita.

Nella sua lunga ricerca  fatta di silenzioso dolore, da cui nemmeno il marito e Giacomo  il secondo figlio riescono a svegliarla, Daria ripercorre la propria vita, partendo dal desiderio di essere madre, a tutti i costi e diversa dalla sua, passando per l’adozione di Giada,  fino al giorno della rivelazione.

‘’Ma tu quando sei venuta a prendermi era perché volevi una bambina o perché mi volevi bene?’’

Chiede Giada alla madre, quando  gli viene rivelato di essere stata adottata. Il diritto dei figli alla  conoscenza delle origini è un altro tema che Michela Marzano  racconta attraverso  la storia di Giada. 
È  su questo asse che continua la narrazione, raccontando senza fronzoli uno dei temi più controversi  del nostro tempo. Il diritto all'anonimato della madre, il non diritto dei figli non riconosciuti, il bisogno di sapere delle proprie origini. E quella mancanza che rimane,  anche quando ad accoglierci c’è l’ amore di chi ti accoglie senza chiederti nulla, senza conoscerti anche se non sei del ventre, anche se non hai i suoi occhi o la sua bocca, anche se quelle braccia attendono solo di darti amore, convinte che l’amore basti, che salvi.
L’amore non salva mai, non basta mai, in tutte le sue sfaccettature,
alla fine quando la vita si stanca,
l’anima si spezza. L’unica cosa che resta è l’amore.